I protagonisti
Daniele Cortesi nasce a Caravaggio, in provincia di Bergamo, il 4 ottobre 1955.
Si diploma come ragioniere, nel 1975, presso l’Istituto Tecnico Commerciale di Treviglio.
Dal 1979 al 1980 frequenta la scuola biennale Yorick, per animatori, presso il Teatro Verdi di Milano dove apprende l’arte della scultura dal maestro Natale Panaro e le tecniche d’animazione e di regia da Velia Mantegazza, entrambi ideatori e creatori della nota trasmissione televisiva per bambini L’albero azzurro.
Dal 1979 al 1982 collabora come animatore di pupazzi con il Teatro del Buratto di Milano, una compagnia storica nel campo del Teatro per Ragazzi italiano.
Nel 1982 inizia la sua attività professionistica con la propria compagnia, da sempre affiancato dalla moglie Maria Teresa Zanoni.
Allestisce una lunga serie di spettacoli – tra fiabe e commedie – fedeli alla miglior tradizione burattinaia bergamasca, arte appresa ed ereditata dal suo maestro Benedetto Ravasio.
Tra gli altri, ricordiamo i seguenti titoli: ...e vissero felici e contenti; Gioppino Gran Sultano di Turchia (tratto da un canovaccio donatogli nel 1984 da Benedetto Ravasio); La macchina del tempo, ovvero il mistero di Belfagor; La trappola mortale; Gioppino e Brighella servitori malandrini; Arlecchino malato d’amore; Arlecchino burattino per amore (in collaborazione con l’attore Giorgio Carminati); Gioppino e il mistero del castello; Il mantello fatato; La macchina incantatrice e Nemorino tenore e burattino.
Nel 1987 organizza, per il Comune e la Pro loco di Soncino, Burattini al Castello, primo festival nazionale dei burattini della tradizione italiana.
Nel 1990, in collaborazione con il Comune di Caprino Bergamasco e la CNA - Federazione Artigiani di Bergamo organizza la manifestazione Tre dita di teatro ed il convegno Il mestiere di burattinaio, quali prospettive, coordinato dal giornalista Pino Cappellini, al quale partecipano tutti i burattinai bergamaschi.
Nel 1991 organizza per il Comune di Bergamo la rassegna nazionale Mille città nella Città dei Mille ed il convegno Benedetto Ravasio, principe dei burattinai: ricordi e riflessioni, coordinato ancora dal giornalista Pino Cappellini.
Dal 1991 al 1997 è uno dei cinque Direttori Artistici della città di Bergamo ed organizza in Piazza Vecchia una delle prime rassegne nazionali dedicate al Teatro di Animazione Tradizionale: la manifestazione estiva Arrivano in Piazza!, con spettacoli di burattini, marionette, pupi e teatro della commedia dell’Arte.
Per cinque anni consecutivi, dal 1992 al 1997, cinque spettacoli della compagnia sono stati selezionati tra le migliori produzioni del Teatro Ragazzi lombardo da un’apposita Commissione istituita dalla Regione Lombardia nell’ambito di Segnali.
Nel 1994 progetta e scrive i testi della videocassetta Teste di legno. Storie e tradizioni popolari d’Italia, con la regia di Giuliano Magni, prodotto da Team Italia e dal Comune di Bergamo, con il patrocinio della Provincia di Bergamo.
Nel 1995 rappresenta a Lussemburgo la città di Bergamo nell’ambito di Histeuro ’95. Città europee della cultura.
Dal 1996 è coadiuvato in baracca da Virginio Baccanelli.
Tra il 2005 e il 2007 dirige La piazza dei burattini, sezione cittadina della rassegna Borghi e Burattini, organizzata della Fondazione Ravasio.
Da molti anni e per numerosi Comuni italiani, cura la direzione artistica di rassegne, mostre e convegni dedicati al Teatro di Animazione Tradizionale (Santarcangelo di Romagna, Ozzano Taro, Crema, Sarnico, Treviglio, Caravaggio...).
Ha rappresentato i suoi spettacoli in tutte le più importanti rassegne italiane del settore ed in prestigiosi teatri italiani, tra i quali il Teatro Goldoni di Venezia, il Comunale di Merano, il Piccolo ed il Filodrammatici di Milano ed il Teatro Donizetti di Bergamo.
Nel 2007 è invitato a rappresentare i propri spettacoli a New York presso la Casa italiana della Cultura Zerilli-Marimo della New York Univesity e nella scuola italiana Guglielmo Marconi.
Nel 2008 ha partecipato al Bergamo Musica Festival con una produzione del Teatro Donizetti dedicata ai bambini. In scena i burattini di Daniele Cortesi, affiancati dal tenore Elvis Fanton e dal quintetto Donizetti, con composizioni del Maestro Eddy Serafini e regia dello stesso Cortesi e del maestro Francesco Bellotto, direttore artistico della sezione lirica del prestigioso teatro bergamasco.
Fin dagli inizi della propria attività ha effettuato corsi di formazione per insegnanti e corsi di costruzione ed animazione di burattini per i bambini delle scuole materne, elementari e medie.
Nel corso della sua ormai quasi trentennale attività, Daniele Cortesi ha ricevuti molti premi e riconoscimenti tra i quali, all’unanimità, il Premio Nazionale dei Burattinai Campogalliani d’Oro, massimo riconoscimento del settore, con la seguente motivazione: «...per avere intrapreso professionalmente l’arte dei burattini acquisendo anche la tecnica della scultura e della scenografia. Per essere autore, regista e animatore del suo teatro, per aver raggiunto notevoli doti tecniche nel movimento dei burattini e nel ritmo dello spettacolo» (Gonzaga, 1996).
Paolo Jamoletti nasce a Treviglio, in provincia di Bergamo, l’8 settembre 1977.
Dopo le prime esperienze dietro la macchina da presa, nel 2000 vince il Premio progetto produttivo Cose, case, persone promosso dall’Associazione Filmmaker (Milano), dalla Regione Lombardia, dalla Provincia e dal Comune di Milano, grazie al quale realizza il cortometraggio La casa fuori, presentato e premiato in vari festival italiani e trasmesso sul canale televisivo Raisat.
Negli anni 2000-2001-2002 realizza per la RAI – sede di Roma – una serie di puntate di radiodocumentari dal titolo Storie d’acqua (che hanno per tema le leggende, i racconti, l’immaginario popolare legato al fiume Po), per il programma radiofonico Cento lire, in onda su RadioTre e poi successivamente sulla Radio Svizzera Italiana RSI-Retedue.
Nel 2001-2002 gira un documentario prodotto dalla CGIL-CISL-UIL di Bergamo, dal Comune di Treviglio con la collaborazione della Lab 80 Film, sul tema dei diritti negati agli immigrati extracomunitari dal titolo Siamo tutti clandestini?, successivamente selezionato dal Festival Internazionale Filmmaker 2001 di Milano e da altri festival italiani.
Nel 2003 realizza il cortometraggio Il guasto, prodotto da Lab 80 Film, presentato durante il Bergamo Film Meeting 2003 e in altri festival nazionali.
Nel 2006 realizza il cortometraggio Il colloquio, presentato in vari festival italiani.
Nel 2007 realizza Fabbricando cosa?, un documentario prodotto dalla Fillea CGIL nazionale sul tema della sicurezza dei cantieri e sulle condizioni di lavoro degli immigrati extracomunitari nell’edilizia, presentato a Roma durante la Conferenza Nazionale Fillea CGIL 2007.
Sempre dal 2007 dirige il festival di cinema C’è un tempo per… l’integrazione a Sarnico (BG).
Nel 2008 è attivo in Francia, dove realizza documentari e reportages per la web tv della Regione Piccardia e a Parigi.
Nel corso del 2009 collabora all’organizzazione del festival di cinema Les Yeux Ouverts sur l’Immigration che si svolge a Parigi, Amiens e nella Regione Piccardia.
Sempre nel 2009 realizza reportages e documentari per l’Office Régional pour la Promotion du Cinema (ORPC), Francia.
Negli anni 2008-2009 gira Sous et sur terre (Sopra e sotto la terra) in collaborazione con Alberto Valtellina, prodotto da Lab 80 Film, attualmente in fase di montaggio, un documentario ambientato nella regione mineraria della Lorena (Francia).
Il sito di Paolo Jamoletti è: www.paolojamoletti.com
Danilo Pedruzzi nasce a Bonate Sotto, in provincia di Bergamo, nel 1956.
La passione per la fotografia lo porta a vivere le prime esperienze da fotoamatore e, dopo alcuni anni, decide di dedicarsi alla fotografia come professionista, aprendo il proprio studio nel 1991.
Individua nella fotografia B/N il filone che più lo appassiona e così partecipa, nel 1992, ad un corso avanzato di posa e stampa B/N condotto dal fotografo Roberto Sellitto.
Alla luce di questa esperienza e dell’amore per il Teatro di Figura, realizza tre mostre fotografiche in B/N:
- nel 1995 Arrivano in piazza, reportage fotografico sulle rassegne di burattini, svoltasi a Bergamo;
- nel 1996 Baracche-Burattini-Burattinai, reportage sui burattinai italiani;
- nel 2007 Baracche e burattini, fra tradizione e futuro, per i dieci anni del Premio Benedetto Ravasio, reportage fotografico sulle compagnie vincenti.
Nel corso della propria attività professionale, sperimenta alcune tecniche di stampa e di ripresa che propongono una possibile alternativa ai sali d’argento e alla classica macchina fotografica.
Queste ricerche lo portano ad esporre i suoi lavori “off camera” nella collettiva Modi di Vedere (1997) e nella personale Piro Piro (2001).
Alla fine degli anni Novanta, in parallelo a questi lavori e all’attività commerciale dello studio, si dedica all’approfondimento della conoscenza del mondo stenopeico, in seguito ad un articolo apparso sul periodico «PhotoGrafia» di Maurizio Rebuzzini. Da allora fotografa in stenopeico, utilizzando lo spettro intero dei mezzi fotografici: dai bodycap alle camere autocostruite, alle camere artigianali.
Impegnato a diffondere la magia del foro stenopeico, organizza nel 2001 e nel 2003 due personali dal titolo Visioni Stenopeiche presso il comune di Bonate Sotto dove, nel 2005 e 2006, organizza e partecipa alle collettive internazionali Seven Eyes.
Nel 2003 partecipa alla collettiva Stenopeica a Cuneo e nel 2007 alle mostre collettive Made in Italy - Contemporary pinhole photography a Venezia e a Tolmezzo (UD), dove ha esposto nella collettiva Pinhole Photography, between Didactis and Creativity, organizzata dal Cultural Society & Photoclub Carnico - C.C.F.C.
Nel 2008 ha partecipato a due collettive stenopeiche, una a Tolmezzo (UD) ed una a Senigallia (PU), ed ha esposto in due personali: Fotografie Stenopeiche a Volano (TN) e L’occhio stenopeico a Bergamo.
è stato selezionato, nel gennaio 2009, per l’iniziativa 1° Analog Photo Day a Clermont Ferrant (Francia) e a maggio a Senigallia per la collettiva di foto stenopeica dal titolo Diario quotidiano.
Il sito di Danilo Pedruzzi è: www.fotolobiettivo.com